lunedì 5 maggio 2008

La cultura della violenza




Quello di Verona è solo uno degli ultimi esempi: un giovane colpito fino alla morte da 5 nazisti con la scusa di una sigaretta negata.

Sono sempre di più i giovani che seguono la strada della violenza, buona parte di questi sono estremisti di destra, che seguono per scelta uno stile di vita basato sull'uso della forza e della violenza per prevalere sugli altri, ma è da sottolineare che troviamo stessi comportamenti anche in tanti estremisti di sinistra. In ogni caso sono proprio il fascismo e il nazismo che fondarono i propri principi sugli ideali sopracitati.

Un esempio eclatante della formazione di queste persone è lo stadio: qui, addirittura, le idee politiche spesso si alleano anche se opposte pur di aiutarsi nello scontro violento con altre tifoserie.

Il titolo dell' articolo 'La cultura della violenza' assume anche un lato ironico in quanto gran parte dei ragazzi che imboccano questa strada è caratterizzata da un'assenza di cultura: spesso è gente che s'è fermata alle scuole medie e non ha proseguito gli studi o gente che ha sempre vissuto in ambiti in cui la cultura era completamente assente (può dipendere dalla famiglia, dal quartiere in cui si vive, dalla gente che si frequenta etc.).

La cosa preoccupante, oltre alla diffusione di questo stile di comportamento, è che vengono sempre meno condannati dall'opinione pubblica e dai politici, una su tutti la misera Santanchè che in più di un'occasione ha giustificato e ammirato le gesta violente di giovani estremisti (ad esempio quelli della Fiamma Tricolore).

Ci sono alcune città in cui fascistelli (che possono avere 15 come anche 25 anni) si impongono e fanno i bulletti con gli altri ragazzi, magari cercando spesso l'occasione giusta per provocare una rissa. Se sapete chi sono denunciate i loro comportamenti su internet (sul sito del vostro comune o contattando i vari addetti dei comuni tramite posta elettronica) o segnalateli alle autorità della vostra città,:a mandare una email o una lettera ci vuole davvero poco e non rischiate nulla. Non lasciamo che gente così possa agire liberamente.

6 commenti:

Raimondo ha detto...

ciao ti ho letto da gianluca, il suo ultimo post è mio, e ti faccio i complimenti per il commento che gli hai lasciato.
Ti andrebbe uno scambio link?
Sul post che hai scritto perfettamente ragione, sottolineo che certe persone sono ben note da tanti anni, forse se si volesse risolvere il problema dovremo colpisse chi li protegge, anzi tolgo il forse, riusciremo finalmente a sradicare questa feccia della società..
Un saluto da Raimondo

duhangst ha detto...

L'ignoranza non li aiuta, se poi aggiungiamo discorsi sopra le righe di alcuni politici, questi si sentono autorizzati a compiere questi atti.Anche chi parla in una certa maniera a delle responsabilità secondo me.

Alicesu ha detto...

ieri un ragazzino di 15 anni, insultando grillo in chat dandogli del "frocio", mi ha detto che tra loro gggggiovani si usa la parola frocio per dire coglione e che rimorchiano dicendo negro di merda o sporco ebreo, atteggiandosi a fascisti....

Ah beh.

"Anna" ha detto...

I fatti di Verona, sono di matrice dichiaratamente di estrema destra; Mi auguro che il clima politico istituzionale in cui viviamo non sia da stimolo ad altrettanti episodi.
In poche parole spero che in Italia, un governo di centro destra, non diventi per qualcuno l'occasione per riorganizzare gruppi da idee mostruose reccupanti per la convivenza civile.
Un saluto a tutti, specialmente a Raimondo

Bahrabba ha detto...

@ alicesu: purtroppo è verissimo, tantissimi giovani usano in tono amichevole linguaggi che in realtà sono spesso offese razziali
tanti non lo vedono nemmeno come un insulto talmente sono abituati a sentire certe frasette

Clockwise ha detto...

A dirla tutta, ci sono pure Presidenti Parlamentari, che fan di tutto fuorché stigmatizzare certi atteggiamenti.
Di più, li paragonano ad altri fatti con cui sono onestamente non paragonabili e - genialità delle genialità - si arriva a dire che sono pure meno pericolosi.
Abbiamone paura, vi prego.