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sabato 3 maggio 2008

Omaggio a Philipp Freiherr von Boeselager


E' morto ieri Philipp Freiherr von Boeselager l'unico che era sopravvissuto fino ad ora tra i cospiratori che organizzarono l'attentato (purtroppo fallito) contro Hadolf Hitler, nel 1944.

Philipp von Boeselager si salvò, il suo nome non venne mai fuori, anche se fino alla fine della guerra visse con l' angoscia di essere scoperto, portando sempre con sé un capsula di cianuro. «Vede, io non sono un eroe, però sono un renano della riva sinistra. Sa che cosa vuol dire? Siamo sempre stati cattolici da queste parti, ma nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, ci ritrovammo tutti prussiani per forza. La diffidenza verso lo Stato centrale tedesco veniva quindi dalla nostra storia, ce l' avevamo dentro. Fummo diffidenti verso il Kaiser, verso la Repubblica di Weimar e naturalmente diffidammo anche del nazismo, nonostante alcuni sbandamenti. Era logico che entrassi nella resistenza a Hitler».


Sulla facciata della casa di Philipp Freiherr von Boeselager c' è una scritta: «Et si omnes ego non», anche se tutti, io no. Un motto di famiglia, al quale può ben dire di aver fatto onore.
(Ansa e Corriere)

Seguendo altri blog europei:
Chi stima lui e il suo gesto, il tentativo di attentato a Hitler, può ricordarlo inserendo l'immagine del 'divieto' di svastica nel suo blog.


domenica 20 aprile 2008

Licio Gelli

gelli-berlusconi-massoneria2.jpg

(Questo è uno dei post recuperati dal vecchio blog e che sto reinserendo per riformare un minimo la cronologia)

Il 17 marzo 1981, una perquisizione della Polizia nella sua villa a Castiglion Fibocchi (Arezzo), portò alla scoperta di una lunga lista di alti ufficiali delle forze armate e di funzionari pubblici aderenti alla P2[3]. La lista, la cui esistenza era presto divenuta celebre grazie ai media, includeva anche industriali, giornalisti e personaggi facoltosi come il più volte Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (a quel tempo non ancora in politica), Vittorio Emanuele di Savoia e Maurizio Costanzo.

In fuga, Licio Gelli scappò in Svizzera, dove fu arrestato mentre cercava di ritirare decine di migliaia di dollari a Ginevra, ma riuscì ad evadere dalla prigione. Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel 1987.

Lo scandalo nazionale conseguente alla scoperta delle liste fu quasi drammatico, dato che molte delle più delicate cariche della Repubblica Italiana erano occupate da affiliati all'organizzazione di Gelli.

(Wikipedia.it)